Come la pandemia ha cambiato il marketing e i consumi in 11 punti

Prima e dopo.

L’arrivo del Corona virus ha avuto un impatto straordinario sul mercato, sulle abitudini dei consumatori e, quindi, sul marketing e sulla comunicazione delle aziende. Di seguito, cercheremo di capire, in 11 punti, dove ci troviamo e dove siamo diretti:

1. OPPORTUNITÀ. Sembrano esserci opportunità che i marchi non si sono lasciati scappare/sfuggire. Un esempio? Ad aprile, la domanda di mascherine è cresciuta del 2150% e Mango, Disney, Barça, Adidas o Agatha de la Prada, tra gli altri, hanno provveduto a mettere sul mercato le loro soluzioni di design.

2. ONLINE. La vendita digitale non è più un’opzione, ma una necessità per le aziende. Durante il confinamento si è scatenata l’iper-digitalizzazione e il commercio elettronico è cresciuto, a maggio, del 40% (Emarsys).

3. SENZA TERZI. Una delle strategie che i brand hanno sviluppato per adattarsi alle nuove condizioni è stata quella di vendere direttamente al consumatore, dunque senza avvalersi di società di intermediazione o di canali di terzi per raggiungere il proprio pubblico.

4. INFLUENCERS. Di fronte all’incertezza economica, le aziende scelgono ora di non investire più negli influencers, anche per il timore che, in quest’epoca di grande sensibilità comunicativa, la loro pubblicità finisca per condividere spazi con contenuti non appropriati.

5. VENDITA. A seguito della pandemia, le aziende hanno provveduto a trasmettere dapprima messaggi di tranquillità, attivando solo in seguito promozioni volte ad incoraggiare i consumi; nella maggior parte dei casi, nei settori in cui si è tornati alla normalità, tali sconti sono stati ritirati. Amazon, ad esempio, ha già annunciato che il suo Prime Day sarà rinviato fino all’autunno.

6. IMPEGNO. I brand stanno diventando attori chiave per generare fiducia e sicurezza nell’economia. E gli utenti tengono sempre più conto dell’impegno delle aziende: al di là delle vendite, un aspetto importante è il senso di responsabilità.. Ecco perché è fondamentale che le aziende adeguino i propri obiettivi, scommettendo sulla sostenibilità e mostrando i loro valori.

7. INTELLIGENZA ARTIFICIALE: In futuro, come si comporteranno le aziende in relazione alla pubblicità? Secondo uno studio di Kantar ed Essence su marchi e pubblicità, entro un decennio domineranno aziende con solidi principi e valori, che utilizzano la tecnologia soprattutto quando si tratta di generare esperienze per gli utenti. L’intelligenza artificiale per generare contenuti e dati biometrici per la pubblicità e il marketing sarà anch’essa fondamentale.

8. CAMBIAMENTO RADICALE. Per il momento, secondo diversi studi, sulla scia del covid-19, si può osservare un cambiamento radicale dei consumi. I principali sviluppi? C’è una chiara predisposizione verso l’acquisto di prodotti nazionali (anche se più costosi), verso lo shopping online e una preferenza per il commercio di prossimità.

9. GRATIS. Oltre alla comparsa di molti prodotti a prezzi bassi ma di qualità, sul mercato emergerà un’altra formula: servizi freemium o versioni gratuite per chi ha meno risorse.

10. BIG DATA. L’utente è al centro di qualsiasi movimento effettuato dall’azienda. Per comunicare con lui/lei in modo efficace, il messaggio deve essere personalizzato, e questo avverrà grazie all’analisi dei Big Data.

11. FLESSIBILITA’. Secondo i recenti cambiamenti, è prevedibile che le aziende del futuro che vogliono sopravvivere dovranno allenarsi nella loro capacità di essere flessibili per poter rispondere a breve termine. Dovranno costruire identità forti ma adattabili, e avere un’immagine umanizzata e un atteggiamento empatico verso l’utente.

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